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Ecco un'anteprima del nuovo progetto per il 2013, a presto i dettagli:


Aggiornamento



Nel dettaglio:

Illuminazione: 4x39W t5 philips tld 865

Substrato: ADA new Amazonia

Arredi: black lava stone

Flora: Eriocaulon sp., Hemianthus callitrichoides, Micranthemum micranthemoides, Riccia sp. dwarf, Riccardia spp., Bucephalandra sp. Kedagang, Fissidens fontanus, Vesicularia montagnei

Fauna: Iriatherina werneri, Otocinclus affinis, Sawbua resplendens, Sinensis denticulata

Fertilizzazione: Elos expert line: fase1, fase2, K40Potassium

Life between colors: ecco il progetto realizzato per il 2012


Nel dettaglio:

Illuminazione: 4x39W t5 Osram 880 Skywhite

Substrato: Wave Master gravel, ADAsoil New Amazonia

Fertilizzazione: attualmente con 3 ml/giorno di Tropica Plant Nutrition plus

Arredi: legni redmoor woods, ADA seiryu stone

Piante: Bolbitis heudelotii, Cladophora aegagrophila, Cryptocoryne parva, Hemianthus callitrichoides, Micranthemum micranthemoides Microsorum pteropus narrow leaves, Microsorum pteropus trident, Miriophyllum matogrossense, Proserpinaca palustris, Riccardia graeffei, Rotala rotundifolia, Rotala macrandra, Vesicularia sp.

Fauna: Iriatherina werneri, Otocinclus affinis, Sinensis denticulata, Puntius rhomboocellatus

L'attesa é stata lunga, tanto da far pensare che per qualche motivo il contest non sarebbe mai giunto a termine e invece, giovedi 5 luglio, ecco i risultati (e che risultati!): Su un totale di 64 partecipanti, il primo classificato é stato Piotr Dymowski con un allestimento caratterizzato da un magistrale studio della prospettiva; secondo posto per il mio allestimento "The Shelter" e terzo per lo spagnolo Bernat Hosta con una bellissima vasca in pieno stile Nature aquarium.

Il resto della squadra italiana é stata rappresentata dagli amici Luca Zivoli al 23 posto, Andrea Perotti al 34 posto e Claudio Ferla, 48esimo.

Un doveroso ringraziamento allo staff di TBNAD (organizzatori e giudici) e sponsor.
Ecco il link al sito dove potrete vedere le foto dei concorrenti di questa seconda edizione di "The Best Nature Aquarium's Design
.


Piotr Dymowski
Dimensioni: 120x60x50 cm

commento del giudice Filipe Oliveira
"Beautiful layout! A Masterpiece! Superb control of transitions, mostly in foreground plants where we can delight with lot of details. Nothing more to write, unless, express the congratulations for such amazing work! Respect!”

Dimensioni: 90x50x45 cm

commento del giudice Renato Kuroki

"Very simple and soft layout.Good plant select, appropriated for this composition gave to layout a strong natural feelings.The dynamic driftwood arangement fixed with moss were very good. The shadows of the base of driftwoods were Nice and also they helped to give more sense of depth to layout.I think the sand could be more messy with gravel."


Bernat Hosta
Dimensioni: 76x40x40 cm

commento del giudice
Gary Wu

"One of the best composition of plant and hardscape, the plant condition and choice of plant is good, if have to critic, the driftwood toward up are too narrow."
L'instabilità in una vasca é tipica nei primi mesi di vita e a ricordarlo, la maggior parte delle volte, sono le alghe che nelle loro diverse forme invadono senza pietà arredi e piante, donando all'acquario un aspetto che non é certo dei migliori e vanificando tanto lavoro effettuato a monte.
Le cause che portano alla comparsa di questi organismi vengono giustificate la maggior parte delle volte da un eccesso di nutrienti, ma ci sono situazioni, come nel mio caso, la cui soluzione al problema é stata proprio l'incremento di fertilizzante in associazione ad un antialghe, commercializzato dalla nota casa Easylife, ma non ancora venduto nel nostro paese. Si tratta di Algexit, prodotto dedicato al trattamento contro alghe verdi e bba.
Grazie alla collaborazione tra il forum Rareaquaticplants e la casa madre, ho potuto partecipare ad un programma di prova del suddetto prodotto, il quale mi ha permesso di risolvere, almeno in parte, il problema di un'infestazione algale che per la prima volta non ero riuscito a contenere con trattamenti convenzionali quali oscuramento, cambi frequenti ecc...
Per farvi meglio comprendere l'importanza del prodotto vi riporto la mia esperienza:

Le alghe comparvero a circa un mese dall'avvio della vasca: startup che inizialmente sembrava uno dei migliori mai avuti, con piante che reagivano con estrema velocità e vigoria. In pochi giorni tanta armonia venne cancellata da un'improvvisa comparsa di bba e filamentose, cosa che francamente pochissime volte mi era capitato, vista la particolare attenzione con cui tratto somministrazione di fertilizzanti in colonna e l'esperienza maturata con le terre ADA.
Dopo diverse ricerche e confronti con altri appassionati era sorto come la New Amazonia, diversamente dalle precedenti versioni, rilasci piú lentamente nutrienti, nello specifico azoto. La ridotta concentrazione di questo elemento, definito comunemente starter, lascia subito intuire come le piante incontrassero difficoltà nell'assorbire gli elementi introdotti attraverso il fertilizzante ADA Step1 (che notoriamente non contiene N e P), lasciando in tal modo banchettare un buon numero di alghe.
Nota la causa, era arrivato il momento di trovare una soluzione. Prima di aumentare la concentrazione di azoto era necessario debellare o contenere in qualche modo le alghe, che altrimenti avrebbero avuto la meglio sulle piante. Quindi su consiglio di Massimo Iannella, decisi di effettuare parallelamente la somministrazione con ADA Special lights (fertilizzante contenente Azoto), un trattamento con il sopra citato antialghe:
La casa madre consiglia un ciclo di 4 settimane con una somministrazione settimanale di 1ml/10l senza effettuare cambi d'acqua. Ció dipende dal genere di vasche per cui é utile rapportare il trattamento al "metabolismo" del proprio acquario, motivo per cui ho provveduto a effettuare dosaggi ogni 4 giorni, somministrando allo stesso tempo il medesimo piano di fertilizzazione di colonna che era composto da ADA Brighty K, ADA Step 1, ADA Special lights e Azoo Carbon plus.
L'aumento di metabolismo delle piante, in associazione al potere neutralizzante e inibente dell'antialghe ha permesso una ripresa vegetativa degna di nota, risolvendo un problema che altrimenti si sarebbe protratto per diverso tempo.
Ora, alla terza settimana di trattamento sembra che le piante si siano riprese molto bene e la quantità di infestanti é molto ridotta, ma non ancora scomparsa del tutto. Un'operazione consigliata a chi vuole fare questo genere di trattamenti é di debellare meccanicamente le piante e pulire gli arredi particolarmente infestati prima di iniziare il ciclo con un antialghe.



Non vedevo l'ora di partire con un nuovo progetto. Le idee erano diverse, passare ad un iwagumi o dare ancora una possibilità ai legni? nel corso dei mesi avevo collezionato una quantità di rocce laviche nere di diverse dimensioni ma, dopo vari tentativi, nessuna soluzione mi aveva particolarmente entusiasmato. L'idea di recuperare i diversi arredi utilizzati per il precedente allestimento é stata rafforzata anche dalla volontà di riutilizzare gran parte delle piante, dalle quali avevo qualche difficoltà a separarmi.

Nel dettaglio: l'allestimento é stato realizzato utilizzando l'ormai collaudata formula Gravelit, batteri liofilizzati, carbone, ricoperto il tutto con ADAsoil Amazonia.
La principale novità riguarda l'illuminazione, per la quale mi sono affidato a 4 t5 Osram Skywhite da 8800 K, lampade che a mio parere offrono uno spetto davvero spettacolare.

Considerazioni: a circa una settimana dallo start up, posso affermare con particolare soddisfazione che tutto sta procedendo per il meglio, grazie sicuramente all'affidabilissima terra ADA, ma anche ad un filtro maturo, piante abituate alla vita sommersa e ad una appropriata fertilizzazione con Potassio, CO2 e Carbonio. Proprio riguardo a quest'ultimo prodotto mi sembra appropriato spendere qualche parola: chi si attiene strettamente al protocollo ADA saprà per certo che questo prodotto non viene considerato. In passato, negli allestimenti fatti con i medesimi prodotti non mai avuto proliferazioni algali in fase di start up e piantumando a circa un mese dall'avvio della vasca, il rischio era comunque minimo. In questo caso, avendo direttamente effettuato la messa a dimora delle piante, ho pensato che l'effetto della Glutaraldeide potesse tornare utile per contenere eventuali invasioni di alghe. Merito o meno di questo accorgimento, la maturazione sta procedendo egregiamente e le piante crescono a vista d'occhio, in totale assenza di infestanti.

Il 18 novembre sono stati pubblicati i risultati del prestigioso AGA contest. Alla mia prima partecipazione con l'allestimento "The Shelter" ho ottenuto un particolare riconoscimento ma, cosa che più ho apprezzato sono stati i commenti di alcuni giudici. Trovo che questa particolare caratteristica del contest sia molto importante poiché permette di correggere errori commessi.
Per quanto riguarda il mio allestimento ad esempio, mi é stato fatto notare che la zona anteriore é eccessivamente spoglia. Questa particolarità era stata da me voluta per incrementare la prospettiva ma evidentemente ho esagerato. Sicuramente questo consiglio tornerà utile per progetti futuri.
Numerosi gli italiani in gara, cito in particolare l'ormai famosissimo Pasquale Buonpane che, con la sua ultima opera "the pillars of the earth", si é aggiudicato un secondo posto nella categoria "Aquatic Garden, 320 l or Larger".


anche questo capitolo è quasi arrivato al termine, ma non senza aver lasciato un segno: una buona posizione all'IAPLC 2011 e una presentazione come acquario del mese su Aquaexperiece. Ma non é finita.....a breve usciranno i risultati dell'AGA contest. Nell'attesa, una panoramica aggiornata della vasca e tutti gli accessori.

In poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo. Ieri, inaspettatamente, sono stati pubblicati i risultati dell'IAPLC contest 2011, prestigioso e ambito concorso, che proclama ogni anno i migliori aquascaper del globo. Dopo un anno di assenza, rieccomi partecipe, portacolori assieme ad altri 22 connazionali.
Questo é stato un anno molto importante per gli italiani, che hanno ottenuto risultati di rilievo, considerando i circa 1600 partecipanti:

22 Pasquale Buonpane
54 Enrico Fortuna
85 Diego Marinelli
112 Andrea Ongaro
130 Luca Zivoli
189 Marco Manganaro
233 Andrea Perotti
253 Gennaro Riccio
374 Marco Cerroni
411 Roberto Gibellini
617 Enrico Serena
634 Gianpaolo Di Silvestro
664 Emanuele Cerroni
788 Elio Fabbrini
872 Lorenzo Ferraresi
887 Ferla Claudio
964 Lorenzo Claudio Saitz
1063 Stefano Marino
1119 Pasquale Molaro
1320 Giuseppe Desantis
1370 Antonio Gabriele
1555 Francesco Saracino

In attesa di vedere i restanti capolavori, vi presento "the Shelter" aggiudicatosi il 112esimo posto all'IAPLC 2011

Perché si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Indubbiamente Elos l’ha capito fin da subito e questa filosofia è cucita stretta in ogni loro prodotto. Al di la della qualitá, la prima cosa che scatena la voglia di acquistare un prodotto di questa casa è l’aspetto estetico e la minuziosa cura dei particolari dedicata ad ogni loro articolo. Purtroppo non ho mai avuto il piacere di vedere gran parte della linea di persona, poiché in territorio friulano, che io sappia, non vi sono dei rivenditori autorizzati e questo è forse il motivo principale per cui non mi sono ancora avvicinato a questa casa; ovviamente molti penseranno che esiste anche l’e-commerce e hanno ragione, ma sapete com’è io sono ancora dell’idea che quando acquisto qualcosa, non so, ma ho il piacere di toccarla prima con mano.

Ho trovato interessante provare, un po’ per caso, in questo ultimo allestimento due, o meglio, tre prodotti:

Natural soil, medium size: si tratta di una terra allofana, paragonabile come colorazione e granulometria a dell’akadama, ma ovviamente di migliore qualità. La caratteristica più importante che posso evidenziare per questo fondo è che rende l’acqua cristallina nel giro di 24 ore, mantenendola tale costantemente. Rispetto all’ADA soil Amazonia avevo notato essere un pó meno setacciata e quindi temevo potesse conferire torbidità ma cosí non è stato. Evidentemente questo pregio è dato dalla particolare consistenza dei grani che si puó apprezzare prendendo in mano una piccola porzione e cercando di sgretolarla…La compattezza e il relativo peso specifico si rivelano ottime caratteristiche anche nella piantumazione, dove non ho riscontrato particolari problemi per specie esili come Cryptocoryne parva. In merito al potere fertilizzante, non ho potuto constatare alcun effetto direttamente collegato avendo utilizzato come fondo fertile il Tropica Plant substrate.

Elos Planta 1 e 2: è la linea base di fertilizzati proposti da Elos ed infatti si è rivelata non molto adatta per una vasca come la mia, densamente popolata di piante. Ho seguito le modalità e quantità suggerite nella confezione, ottenendo però dei risultati soddisfacenti solamente quando eccedevo il dosaggio prescritto. Come anticipavo, si tratta di due prodotti dedicati a vasche convenzionali, anche se il dosaggio settimanale a mio parere resta sempre un’operazione molto rischiosa. Una nota, anche se di relativa importanza, va alla confezione. Vista la qualità del design Elos, forse un contenitore piú “ricercato” non sarebbe male.


Ecco gli ospiti: Puntius (Barbus) rhomboocellatus. Ora l'opera é terminata!

Piantumazione:

- Hygrophila pinnatifida
- Cryptocoryne parva
- Didiplis diandra
- Myriophyllum matogrossense
- Staurogyne sp.
- Cladophora aegagropila
- Vesicularia motagnei


In contrapposizione all'attuale tendenza dell'aquascaping, un nuovo allestimento, canonico. Una disposizione a triangolo, tipica di uno stile semplice, ma mai obsoleto o scontato.
La ricerca della massima espressione della naturalitá evidenziata da un ghiaino policromo disposto in modo irregolare, a ricordare le piccole zone di accumulo ai margini dei torrenti.

Specifiche:

substrato: pozzolana + Tropica plant substrate + Elos terra Natural soil
illuminazione: 2x70W hqi 10000 K
arredi: redmoor woods, ADA seiryu stone

Non ci siamo...l'impresa é piú ardua del solito. Numerosi fattori hanno ostacolato lo sviluppo del layout, ma non tutto é perduto, ora sembra riprendersi, c'é ancora molto lavoro da fare.
pian piano si inizia ad intravedere la vera natura del layout. Uno sviluppo spontaneo, informale, indispensabile per ricreare quella naturalitá che tanto si invidia passeggiando nel bosco.
Passo dopo passo prende forma il nuovo progetto, radicalmente cambiato rispetto alla preview pubblicata. Nuovo concept, nuovo layout, l'esigenza di esprimere nuove sensazioni: la continua ricerca e sperimentazione anima lo spirito dell'aquascape.
Unitamente Making a layout, una rappresentazione dello step by step in cui vengono brevemente citati materiali usati e piccoli accorgimenti da prendere in considerazone durante la delicata fase di allestimento

L'hardscape, uno stato embrionale del layout, che lo rende sensibilmente percettibile. Rudimentale,ma allo stesso tempo eloquente, permette di carpire punti di forza e difetti che possono essere rimediati prima della fase di allestimento


Ready to go!



5 vetri, nulla di piú. Anonimo? Banale? no, Essenziale. La ricerca della massima espressione vede luce proprio nell'essenzialitá delle cose; Oggetto apparentemente semplice, racchiude innumerevoli prospettive. Cosa vedete all'interno di questo paralelepipedo? nulla? aprite la vostra mente..